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| Suffocation
Pierced From Within | | Etichetta: Roadrunner Anno di uscita: 1995 Durata: 45:22 minuti Genere: Death Metal
1. Pierced From Within 2. Thrones Of Blood 3. Depths Of Depravity 4. Suspended In Tribulation 5. Torn Into Enthrallment 6. The Invoking 7. Synthetically Revived 8. Brood Of Hatred 9. Breeding The Spawn
Frank Mullen – vocals Doug Cerrito – guitar Terrance Hobbs – guitar Chris Richards – bass Doug Bohn – drums
Ed ecco a voi il capolavoro dei Suffocation, a tre anni da Breeding The Spawn, forti del nuovo, eccellente drummer Doug Bohn e del ritrovato Scott Burns dietro la console dei Morrisound Studio, sfornano le loro migliori composizioni, ancora più malvagie delle precedenti, sicuramente le più complesse, ma anche le più varie ad avvincenti! Il lavoro della sezione ritmica è ottimo, una riuscita composizione di efferato tecnicismo, mai fine a se stesso, ma studiato per rendere più dinamiche le composizioni e per dare il giusto tappeto ritmico agli scatenati Cerrito e Hobbs. A partire dalla title track è un festival di riff spacca tutto, assoli ora schizofrenici ora brutali e velocissimi, ed una voce spettacolare, sì perché il grugnito di Mullen ha veramente pochi rivali, e con il passare del tempo è riuscito a renderlo molto più vario di quanto non lo fosse all’esordio. La testimonianza della maturità raggiunta nel songwriting è data dai numeri: quasi tutti i pezzi superano i cinque minuti di durata, ma senza mai stancare, anzi, l’ignaro ascoltatore non sa mai cosa aspettarsi dietro al prossimo riff… I pezzi sono veramente ottimi, “Depths Of Depravity”, “Thrones Of Blood”, gli oltre sei minuti di “Suspended In Tribulation” fanno di questo disco uno dei migliori usciti dal dopo ’93, il classico album da sbattere in faccia a quei miscredenti che reputano il Death Metal come “solo casino” o “è tutto uguale”; restando ferocissimi, agguerriti come non mai, i ragazzi di New York hanno portato la loro musica su un altro livello, riuscendo a coniugare l’ultra-violenza degli esordi (e alcune ritmiche dei primissimi Cannibal Corpse) al Death più tecnico e celebrale sfornato in album come “Human” dei compianti Death, però mantenendo sempre marcato il marchio Suffocation, specialmente gli assoli si distinguono per schizofrenica e corrotta bellezza, sentite cosa combinano su “The Invoking” o “Torn Into Enthrallment”. Non abbiamo un cedimento, un attimo sottotono, fino alla conclusiva “Brood Of Hatred” (e poi ancora la versione ri-registrata di Breeding The Spawn) solo Death Metal dalla superlativa fattura! Vi prego, non fatevi sfuggire un album di questo livello!
Metal Mauro
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