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| Heathen
Victim Of Deception | | Etichetta: Combat / Music For Nations Data di uscita: 1991 Genere: Speed - Thrash
1. Hypnotized 2. Opiate Of The Masses 3. Heathen’s Song 4. Kill The King 5. Fear Of The Unkown 6. Prisoner Of Fate 7. Morbid Curiosity 8. Guitarmony 9. Mercy Is No Virtue 10. Timeless Cell Of Prophecy
David Godfrey – Vocals Doug Piercy – Guitars Lee Altus – Guitars Marc Biedermann – Bass Darren Minter – Drums Dopo un capolavoro come Breaking The Silence cosa potevano fare gli Heathen? Semplice: un disco ancora più spettacolare del precedente, ed ecco Victim Of Deception! Nonostante siano passati quattro anni valeva la pena aspettare! Lo stile sostanzialmente è rimasto lo stesso, ma ora la band ha dilatato la struttura delle canzoni, arrivando spesso ai sei minuti di durata, rendendone però estremamente intricata la struttura, creando un vero “labirinto”; infatti non si sa mai cosa aspettarsi dalla prossima nota, e così, mettendo in mostra un songwriting di livello superiore ecco che gli partono alla grande con la massacrante “Hypnotized”, in puro stile Bay Area, in cui si sente tutta la devastante classe di Darren Minter dietro le pelli. Si prosegue con “Opiate Of The Masses”, forse la song più bella del disco e sicuramente quella che ne sintetizza al meglio il contenuto: tra il continuo alternarsi di accelerazioni thrash e stacchi di chitarra acustica, il tutto con una sezione ritmica sempre eccellente e le due asce che volano con riff taglienti come rasoi. Come rimanere indifferenti all’arpeggio acustico che apre “Heathen’s Song”? Tra il susseguirsi di incandescenti colate metalliche ed eccellenti melodie, questo brano riuscirà sicuramente ad affascinarvi. A sorpresa ecco il super - classico dei Rainbow, cioè quella Kill The King che probabilmente è una delle canzoni più coverizzate della storia (di quegli anni abbiamo anche la discreta versione dei Liege Lord con Joe Cameu alla voce, mentre recentemente si sono cimentati Stratovarius e Primal Fear) e il risultato è decisamente buono anche se ovviamente il confronto con R.J. Dio è improponibile e le magie di Powel e Blackmore ineguagliabili. Ecco poi “Fear Of The Unkown” che è “solo” una canzone eccellente, forse un po’ meno ispirata delle precedenti, ma niente paura ecco che arriva la stratosferica “Prisoner Of Fate”, che parte come malinconica ballata semi acustica, andando in un crescendo metallico spinta da assoli magici, dotati del “tocco” che solo i veri fuoriclasse delle sei corde possiedono; inoltre, grandissima prova di Godfrey che fino ad ora era stato grande, ma qui si supera! Con “Morbid Curiosity” si torna su terreni decisamente metallici, vicini allo speed e se non prenderete le precauzioni del caso vi farete male… “Guitarmony” come già il titolo lascia intendere, è una bellissima strumentale che dimostra definitivamente la classe immensa di Doug Piercy e Lee Altus dietro le chitarre, creando veramente un’armonia eccellente. Con “Mercy Is No Virtue” invece, la band tiene fede a quanto dice e massacra senza remora alcuna, tra riff ultra compatti e ovviamente sezione ritmica in grado di demolire una casa! E per finire in bellezza ecco “Timeless Cell Of Prophecy” che riesce a portare il livello dell’album ancora più in alto! Purtroppo però, questo è stato il canto del cigno per questa immensa band, ma negli ultimi mesi si è riaccesa la speranza perché gli Heathen l’estate scorsa si sono riformati per partecipate al Thrash Of Titans in America per raccogliere fondi per Chuck Billy e tra pochi giorni saranno a Wacken, (inutile dire che l’attesa è spasmodica), e chissà… non è escluso che tutto possa sfociare in un nuovo album, incrociate le dita!
METAL MAURO
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