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| Incubus
Beyond The Unknown | | Etichetta: Nuclear Blast Anno di uscita: 1990 Genere: Death Metal
1. Certain Accuracy 2. The Deceived Ones 3. Curse Of The Damned Cities 4. Beyond The Unknown 5. Freezing Torment 6. Massacre Of The Unborn 7. On The Burial Ground 8. Mortify
Francis M. Howard – vocals / guitars Mark Lavenia – bass Moyses M. Howard – drums
Passano due anni e gli Incubus di Beyond The Unknown sembrano un’altra band rispetto a quella già apprezzabile sul debutto, migliorati sotto ogni punto di vista: tecnica, songwriting e sopratutto produzione (ai Morrisound non si sbaglia mai...). Sin dalle prime note di “Certain Accuracy” siamo investiti da un tale muro di suono che lascia storditi, batteria martellante, chitarra dal suono pieno e compatto, stacchi precisi e devastanti, accelerazioni repentine che accompagnano assoli corrotti e malati, la voce di Francis in bella evidenza, arrabbiata e violenta, pur non arrivando mai al growl più cupo. “The Deceived Ones” è un pezzo che ha rappresentato più di una semplice ispirazione per i Cannibal Corpse (che esordiscono lo stesso anno, ma non hanno la lucida freddezza dei nostri, e si lanciano in un’orgia di sangue e budella) il guitarwork è un ossessivo turbine di violenza, riff serrati e monolitici accompagnati da una batteria tritatutto. Ancora meglio “Curse Of The Damned Cities” dove alle bordate ritmiche fanno ecco le cavernose urla di Francis e di contrasto, lo splendido assolo melodico, da sottolineare anche la buona cura negli arrangiamenti, sopratutto nei cori. L’aggressione frontale è l’unica via che i due fratelli Howard conoscano, prendete la title track, “Freezing Torment” (dall’ottimo stacco centrale) o la seminale “On The Burial Ground” (con un altro assolo da cardiopalmo!) e in ogni secondo non troverete altro che Death Metal, ritmi serrati ed una dose di brutalità esagerata, senza dimenticare alcune reminescenze del Thrash più intransigente. Eccellente “Massacre Of The Unborn” dove per la prima volta alzano leggermente il piede dall’acceleratore, puntando più sulla pesantezza, e possiamo apprezzare Moyses come batterista vario e tecnicamente preparato e non solo come efferato macellaio. “Mortify” è l’ultimo sanguinoso atto di quest’album, si arriva alla fine decisamente malconci ma estremamente soddisfatti, il termine capolavoro non sarebbe un azzardo, se è vero che negli anni a seguire abbiamo sentito dischi obbiettivamente migliori e più completi (Monstrosity, Sadus,Immolation, Suffocation) è altrettanto vero che per essere uscito nel 1990, Beyond The Unknown merita un posto di primissimo piano nell’olimpo del Death Metal a stelle e strisce! Se amate queste sonorità tributate agli Incubus il giusto riconoscimento che meritano.
Metal Mauro
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