Home..
News..Forum..Guestbook..

 Home
 Chat
 Editoriali
 News
   Scrivi una News
   Live Dates
   Archivio News
 Enciclopedia
 Metallica
   Fragments of Steel
   Metal Today
   Italian Attack!
   Demo
 
 Music Library
 Interviste
 Live Reports
 
 Online Comics
 Links
   Partners & Friends
2008 Highlights
Tool
Tool - 10.000 Days
Slayer
Christ Illusion
Thanks To
Live Agency
Cerca

Oidum Comics
Italian Attack

Khigh - Wise Hedonist

Etichetta: Power Play Records
Anno di uscita: 2005
Durata: 57:31 minuti
Genere: Heavy Rock

1. Change
2. Too Late
3. Lullaby For Mankind
4. Dream Awake
5. Wise Hedonist
6. Lovesong
7. Dedicated To
8. Salvation
9. Cacophonic Nature
10. 4 My
11. Latin Truths
12. Three (bonus track)
13. Op. 1, Mov III (bonus track)

Kris – guitar / vocals
Zed Sexx – bass
Winnie Foxx – drums

Già durante l’ascolto del promo di cinque tracce avvenuto qualche mese addietro, si capiva subito che qui abbiamo per le mani una band assolutamente anticonvenzionale...
Con i Khigh si potrebbe parlare di Hard Rock senza sbagliare, ma così prenderemmo in considerazione solo una parte esigua di quella che è la vera essenza di questa band, che sembra avere nell’imprevedibilità la propria musa ispiratrice!
Al loro album di debutto sfoderano una varietà ed una complessità compositiva disarmante! Abbiamo i momenti più heavy in “Too Late”, dove la chitarra di Kris (protagonista indiscussa di tutto l’album) scolpisce riff di sicuro effetto, ma subito dopo c’è “Lullaby For Mankind”, un brano che, sì, parte da una matrice rock, per poi svariare alla grande, disorientando non poco l’ascoltatore, spettacolare lo stacco centrale, semplice ed avvincente allo stesso tempo: prima un riff “sfuggente”, poi un arpeggio sognate e poi un solos molto “liquido”.
“Dream Awake” è quasi incomprensibile nella sua geniale semplicità, i Khigh fanno convivere con maestria stili e suoni apparentemente distanti, ma che qui sembrano fatti per stare insieme, in una song che scivola piacevolmente come un dissetante frullato!
Lo stile camaleontico deve molto anche alle interpretazioni di Kris, capace di modulare con maestria la sua voce, tra toni più nasali e passaggi più limpidi ed un lampante esempio è l’allucinata title track.
Spettacolare “Lovesong”, non lontana dalla tipica cavalcata metallica, grande apertura con riff e stacchi ad effetto e forse miglior solo del disco, con Kris decisamente sopra le righe! Ma l’eclettismo di questo album lo capite passando alla successiva “Dedicated To”, che mantiene una ritmica heavy, ma la chitarra e la voce vanno beatamente “per i fatti loro”, un brano che potrei definire prog? Funky? Heavy? Probabilmente un po’ di tutto questo… ma alla fine quando si rimane affascinanti dall’ennesimo solo pieno di feeling e sentimento di Kris, tutte queste elucubrazioni su questo o quel genere diventano assolutamente inutili e resta solo la buona musica!
È veramente un piacere costatare che in giro ci siano ancora artisti abbastanza coraggiosi da fregarsene di qualsiasi ragionamento di music business e comporre un album di questo genere, suonando esattamente ciò che piace a loro, Wise Hedonist è un disco fuori dai canoni, può piacere agli amanti del prog, a chi ama i virtuosismi delle sei corde, a chi ama il metal classico (da quanto tempo la vostra band preferita non tira fuori un riff come quello di “Cacophonic Nature”? E quanto picchia Winnie Foxx in questo pezzo?) ma in ogni caso, è un disco che deve essere ascoltato più e più volte per coglierne le mille sfumature.
Vale la pena spendere altre due parole su “Cacophonic Nature”, rischio di diventare ripetitivo a lodare la maestria di Kris negli assoli, mai fini ad un mero esercizio stilistico, ma ricchi di feeling, incastonati alla grande in ritmiche ultra compresse ed a velocità sostenute! L’unico che mi viene in mente come paragone è il grande Impellitteri!
Se la prima parte del disco è più “sperimentale”, la seconda è più heavy: “4 My” è un altro pezzo dalle ritmiche serrate, con Winnie Foxx a pedalare deciso sulla batteria, e Kris che sfodera una delle sue migliori performances vocali.
Grande finale con la ballata “Latin Truths”, dove il chitarrista da spettacolo, rileggendo con una chitarra acustica una melodia latina e interpretando il brano con passione non comune!
Ultimo elogio per la Power Play, che ha investito non poco confezionando un booklet di alto livello!
Un disco imprevedibile… non ho la pretesa di avervelo spiegato in questa lunga recensione, spero almeno di aver accesso un po’ di interesse e curiosità, per chi non si accontenta delle solite cose un ascolto è più che consigliato, ne vale la pena, credetemi!

Metal Mauro
metal.mauro@metalholocaust.com

Per contatti:
www.khigh.com
info@khigh.com
www.powerplayrecords.com


[Info] [Credits] [Disclaimer] [Team] [Contacts]
Metal Holocaust v1.0 [01.09.2k4] - (c)2k3::2k7 MindContact :: Multimedia Creations
Powered by XOOPS 1.3.10 © 2002 The XOOPS Project


Visitatori dal 03/04/2k3

Page took 0.066016 seconds to load.