Nel 1981 il vocalist Geoff Tate dà vita, assieme ai chitarristi Chris DeGarmo e Michael Wilton, al bassista Eddie Jackson e al drummer Scott Rockenfield al progetto Queensryche. I cinque registrano e vendono in proprio il loro omonimo EP raggiungendo le 60.000 copie; a questo punto entra in gioco la EMI, che sigla un contratto con queste giovani promesse e ristampa il debutto. Il 1984 vede l’uscita di “The Warning”, primo full-lenght del combo, prodotto in collaborazione con James Guthrie, già con i Pink Floyd di “The Wall”, e Michael Kamen, compositore di colonne sonore. Il primo esclusivo capolavoro è però del 1986 e si chiama “Rage For Order”, album futuristico e “tecnologico”, sicuramente più lento dei suoi predecessori e dotato di una migliore produzione. Il secondo, più grande, capolavoro (assoluto) esce nel 1988 col nome di “Operation: Mindcrime”: un album ambizioso (che ha tutte le ragioni di esserlo) che frutterà ai quattro un discreto successo commerciale (un triplo disco di platino e una nomination ai Grammy Awards) anche se verrà realmente consacrato nell’olimpo dei, pochi, grandi dischi quando i Ryche pubblicheranno “Empire”, nel 1990. Sarà questo l’album che porterà Tate e soci al vero successo commerciale, con quattro milioni di copie vendute e un tour mondiale di un anno e mezzo, grazie anche all’ammorbidimento dei toni, alla maggiore ricerca melodica (quasi pop) e singoli da heavy rotation su radio e Mtv come “Jet City Woman”. Il 1991 vede la realizzazione di un video+cd contenente una versione live dell’intero “Operation: Mindcrime”, chiamata appunto “Operation: Livecrime”, buona sia nei propositi che nella realizzazione. Bisognerà aspettare fino al 1994 (a causa anche di problemi alle corde vocali per Tate, che non sarà più lo stesso) per avere tra le mani “Promised Land”, un disco introspettivo e cupo che sancisce, forse, il definitivo distacco dal Metal della band, ma che risulta comunque un vero capolavoro (sui livelli dei primi lavori), almeno per chi non si ferma alle distinzioni Metal - non Metal. Il 1997 segna un brusco arresto per il gruppo di Seattle, autore di un album (“Here In The Now Frontier”) troppo melodico e leggero, accusato di “grungeria” e che causerà la dipartita di DeGarmo; se a questo aggiungiamo la bancarotta della EMI, che costringe ad interrompere il tour dopo soli due mesi, sicuramente non possiamo dire che la situazione fosse delle migliori. Fatto è che DeGarmo viene sostituito dall’amico e produttore del combo americano Kelly Gray, con cui viene pubblicato (per l’Atlantic) nel 1999 “Q2K”, molto più “moderno” dei suoi predecessori. La band decide intanto di accasarsi presso la Sanctuary Records (la Atlantic pubblicherà nel 2000 un “Greatest Hits”) con la quale pubblica il doppio “Live Evolution”, nel 2002 e, nel 2003, con il ritorno di DeGarmo (ma solo in studio), “Tribe”. Sono invece storia recentissima la pubblicazione di “The Art Of Live”, altro atto dal vivo della band di cui, a dirla tutta, non se ne sentiva la necessità, è la notizia che nel tour 2004/2005 i ‘Ryche eseguiranno tutto “Operation: Mincrime” e un’anteprima del seguito di quel disco che contano di pubblicare verso la fine del 2005: sinceramente non sappiamo se rallegrarcene o averne paura…
Luca Marini
Queensryche live - Milano, giugno 2004 Queensryche live - Bang Your Head 2004 Queensryche live - Gods Of Metal 2003
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