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 Interviste  Esclusiva intervista con i mitici Crying Steel (1/2)
Posted by metal_dave on 26/1/2006 0:19:06 (2060 reads)

Finalmente vi proponiamo un’intervista fiume con i leggendari Crying Steel, una delle prime e più rappresentative metal band italiane! Passato e presente e futuro nelle parole del chitarrista Alberto Simonini!
di Metal Mauro


Iniziamo con la domanda più scontata quanto attesa: quali novità ci raccontate da casa Crying Steel? È da diversi mesi che si parla di un vostro nuovo album, diteci tutto quello che c'è da sapere su questo disco! Il sottoscritto lo attende con impazienza da mooolto tempo.
La tua impazienza ci fa molto piacere come del resto è un piacere immenso poter rivivere certe atmosfere del passato.
È normale che prendendo l'impegno per puro piacere le cose abbiano dei tempi piuttosto lunghi.
E per fare qualcosa di valido il tempo è essenziale. Stiamo registrando un demo (dedicato agli addetti ai lavori) espressamente richiestoci da diverse case discografiche per poter valutare più
approfonditamente la nuova uscita su CD dei Crying Steel.
Siete stati in assoluto tra i precursori della scena Metal in Italia, basti dire che c'eravate anche voi nella leggendaria compilation Heavy Metal Eruption del 1983, cosa ricordate di quegli anni?
Anni magici quelli che vanno dal 1982 al 1989! Impossibile dimenticare la passione, l'intensità, la verità e la naturalezza che contraddistinsero tutti i momenti di quel periodo. È il caso di parlare di Epoca del vero e genuino Heavy-Metal, non accettate imitazioni!
È stato allora quando si sono create tutte le basi e gli stilemi che ancora oggi formano la struttura scheletrica del genere. E difficilmente cose così impresse nella roccia si scalfiranno, anche se stiamo parlando del Bel Paese (Italia) con tutti i suoi limiti.
Ci riteniamo fortunati per essere stati chiamati a rappresentare tutto ciò insieme ai nostri compagni di avventura del tempo.
Sempre a proposito di esperienze passate, se vi dico Bologna, 1986, Twisted Sister e Motorhead cosa vi ricordate? Qualche episodio da raccontare?
Quel concerto rimane il nostro più intenso concerto di sempre, soprattutto per la quantità di persone (circa 8000) e per il confronto al quale fummo chiamati. Inghilterra, la patria del genere VS. la piccola Italia che però si difese con unghie e denti. Episodi ve ne sono due... vedere Lemmy Kilminster che brandiva un’arancia siciliana con un’espressione soddisfatta. Ed io che ho rischiato di essere ridotto ad una fisarmonica da un uomo di colore della security dei Twisted Sister per aver insistito ripetutamente ad ottenere un low five da Dee Snider, alla fine ce l'ho fatta e la mano mi ha fatto male per un mese ma è valsa la pena! Sia i Motorhead che i Twisted Sister erano veramente macchine da guerra!
Intorno alla fine degli anni '80 suonaste alcune date in Russia, che tipo d’esperienza fu?
È stato fantastico!!! Esattamente in Ucraina, facemmo due date a Kharkov e una a Kiev, in teatri con 500-600 persone e in entrambe le città il pubblico (che non ci conosceva affatto!!!) si fece subito coinvolgere e ci trasmise una grande energia...
Penso che resterà un'esperienza assolutamente indimenticabile...
Tra l'EP di debutto e "On The Prowl" ci fu un netto miglioramento nel songwriting, ma anche un certo cambiamento di stile, voglio dire, non era facile immaginarvi prima intenti a proporre cavalcate devastanti come "Runnin' Like A Wolf" e poi sentirvi alle prese con un brano come "Changing The Direction", si può dire che in qualche modo cercaste di diventare più "accessibili"?
Non ci sembra la descrizione più azzeccata anche se il titolo di questo pezzo può facilmente far pensare a un cambio di stile (mentre è riferito esclusivamente al testo) diciamo che ad alcuni di noi il metal stava stretto e si cercava di variare il suono e la struttura compositiva di alcuni brani.
Inoltre per chi suona l'orecchio deve sempre rimanere "aperto" per evitare una standardizzazione del
processo creativo. Infatti "Changing The Direction" rimane un episodio a se stante e non credo che l'avremmo ripetuto.
Quel periodo era costellato di gruppi più accessibili e una considerazione da parte nostra, seppur marginale, era dovuta per dare credibilità ed evoluzione alla band. Neanche "Shining" e "Alone Again" erano dei classici brani Metal.
In un periodo in cui le ristampe sono all'ordine del giorno è possibile sperare che anche i vostri due album rivedano la luce e siano finalmente disponibili a tutti? C'è stato l'interessamento di qualche etichetta?
C'è stato l'interessamento di alcune etichette per ristampare il vecchio materiale. Ma sinceramente noi lo consideriamo un "plus" per l'etichetta che ci produrrà. Insomma, quasi un 3x1 .
Sappiamo che Alberto Simonini ha coltivato altre esperienze dopo i Crying Steel, mi riferisco ai Midway e la collaborazione con Steve Sylvester, ma gli altri membri della band cosa hanno fatto?
Hanno continuato più o meno costantemente a perseguire attività musicali tipo cover bands ecc..
Ci sono anche stati periodi non musicali. Resta il fatto che hanno continuato a seguire il Metal almeno come ascolti.
Nel periodo del vostro split avete continuato a seguire la scena Metal? Cosa ascoltavate quando avete iniziato a suonare e che musica ascoltate ora?
Abbiamo, chi più chi meno tutti seguito gli sviluppi anche se non in maniera del tutto continua.
All'inizio ascoltavamo soprattutto Black Sabbath, Deep Purple, Led Zeppelin, Pink Floyd, Genesis, Iron Maiden, Saxon, Judas Priest, Tygers of Pan-Tang, Van Halen, Thin Lizzy, Whitesnake, Def Leppard, Aerosmith, Queensryche, Slayer, ecc. ecc. ecc.
Adesso si sono aggiunti moltissimi altri generi e gruppi che però non nomino perché l'elenco sarebbe troppo lungo.
Diciamo che se mettiamo insieme i nostri gruppi musicali preferiti abbiamo rappresentanze di quasi tutte le correnti del Metal.


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