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 Interviste  ROB ROCK: Il Comandamento del Rock! (2/2)
Posted by metal_dave on 17/4/2004 1:46:06 (725 reads)


Le collaborazioni più difficili quali sono state?

Credo che la collaborazione più difficile che ho dovuto affrontare è stata quella dei Warrior. Non è stato facile registrare degli album con tre persone estremamente diverse alle quali dovevo piacere. Dovevo accontentare me stesso e i due produttori Joe Floyd e Warren Croyle: cosa non facile dato che ero abituato a lavorare insieme ad un solo produttore.


Personalmente ho una totale venerazione per “Intense Defense” dei Joshua, che ricordi hai di quel periodo? Era una band con una line up a dir poco formidabile!

Era un gruppo fenomenale e ci trovavamo molto bene. I miei ricordi purtroppo sono tutt’altro che piacevoli . E’ stato un vero peccato che dopo aver vissuto fianco a fianco per sei mesi in Germania a registrare e riregistrare l’album, tutti noi ci siamo stancati di quella situazione. Sembrava che non dovesse finir mai, inoltre avevamo già aspettato due anni prima di entrare nello studio di registrazione.


Tu e Roy Z. avete lavorato insieme già ai tempi dei Driver, e c’era anche il batterista Reynold “Butch” Carlson che ha suonato in studio sull’ultimo album; possiamo vedere la Rob Rock Band come una prosecuzione dei Driver? Coma mai ai tempi l’ep d’esordio non ebbe un seguito?

Voglio premettere una cosa: i Driver erano un gruppo che doveva trovare la propria affermazione negli Stati Uniti, però abbiamo avuto offerte solo dall’Europa e non volevamo allontanarci da casa. Dunque il nostro demo\ep non ha avuto alcun seguito, ciò nonostante abbiamo tantissime canzoni già scritte. Magari un giorno… chissà… ma per tornare alla domanda sì, possiamo considerarci come il prolungamento della passione dei Driver.


Hai mai pensato di cantare qualcosa lontano dal metal e dal rock in generale? Magari qualcosa di teatrale? La voce certo non ti manca…

Mi piace cantare molti stili diversi ma il Metal è l’unico genere al quale il mio cuore appartiene. A dire il vero non sono molto interessato alla lirica.


Ci sono dei dischi (famosi o non) che avresti voluto cantare tu? O magari fare un duetto con qualcuno?

Mi piacerebbe immensamente duettare con Ronnie James Dio: adoro e stimo molto la sua voce e la sua impostazione vocale. Ho partecipato come ospite al progetto Avantasia ma penso che sia giunto il momento di concentrarmi sui concerti del mio gruppo più che prender parte ad altri lavori che non siano miei.


Ritieni che il tuo modo di cantare sia cambiato rispetto ai tuoi esordi? Come vivi le registrazioni di un nuovo album? Ormai è una routine o sempre un’emozione diversa?

Credo di cantare con molta più disinvoltura e mi sento più confidente in studio e dal vivo dopo tanti anni di esperienza. Le canzoni mi trasmettono sempre fortissime emozioni per il semplice fatto che sono parte di me. La routine non esiste quando ti diverti.


Quali sono stati i tuoi primi passi? Immagino ci sia stato qualcuno che ti ha influenzato da giovane.

Ho cominciato come batterista con un piccolo complesso rock e allora mi occupavo solo dei cori. Facevamo cover degli Styx, Eagles, Kansas e Boston. Quando ho iniziato a cantare sul serio mi sono orientato verso Dio e i Black Sabbath ma anche i Judas Priest, così il mio stile è divenuto sempre più metal e i miei brani acquisivano originalità. Fortunatamente la mia famiglia ha sempre avuto passione per la musica, quindi in casa c’era sempre qualcuno che suonava mentre io crescevo. Ho ricevuto un aiuto enorme dai miei cari ed è forse per questo che la mia strada è sempre stata sostanzialmente in discesa.


Che differenze trovi nella scena rock attuale rispetto ai tuoi esordi? Sembra che stia tornando un po’ d’interesse per il Rock e per il Metal.

Abissali differenze!!!! Quando ho iniziato l’Heavy Metal degli anni ’80 era un fenomeno in netta ascesa e con crescenti consensi. Adesso è divenuto un genere di nicchia che sta lentamente cercando di alzare la testa per riconquistare prestigio. Spero che la scene in generale torni a brillare come un tempo.

Da cosa trai ispirazione per i tuoi testi? Direi che solitamente sono positivi, ad esempio mi piacciono moltissimo “Open Your Eyes” da Code Of Life degli Warrior: [you’ve got to open your eyes and realize, you’ve got the power to change...] e “Kingdom Of Light”.

Per quanto riguarda i testi traggo ispirazione sopratutto dalle mie esperienze personali, dalla Bibbia e dagli avvenimenti quotidiani. Il mio sentimento di fede gioca un ruolo fondamentale nella composizione delle liriche: infatti preferisco scrivere testi che abbiano più di un significato così da poter risultare maggiormente incisive ed aperte a diverse chiavi di lettura. Ebbene sì, mi piace essere caricato e invigorito dalla musica e da testi, piuttosto che deprimermi e scoraggiarmi attraverso questi.


Com’è nata la collaborazione con gli Warrior?

Ho lavorato con Joe Floyd per quanto riguarda la realizzazione del mio album “Rage of Creation” e lui era rimasto positivamente colpito dai miei testi, dalle melodie e dalla mia voce: infatti mi ha chiesto se potevo aiutarlo con il prossimo lavoro dei Warrior una volta finito di registrare il mio disco. Ho sempre rispettato moltissimo i primi lavori dei Warriror, che ho avuto il piacere di ascoltare la prima volta quando me ne sono andato da Los Angeles, quindi ero davvero felice di collaborare con loro. Joe si occupò del suono del mio album e così capii che anche il lavoro con i Warrior sarebbe stato un ottimo prodotto. Giudicate voi se non lo è…!!!!!


Cosa ti ricordi del Bang Your Head 2003? Personalmente la tua performance mi ha entusiasmato!

Beh, grazie. Ricordo che è stato un bellissimo weekend dato che finalmente potevo vedere dal vivo tutti gruppi veramente bravi. Lo spettacolo che abbiamo offerto personalmente mi ha soddisfatto ma forse il tempo che ci hanno concesso era un po’ poco; comunque alla fine ero contento di aver suonato lì e di aver conosciuto alcune persone davvero simpatiche.


Siamo alla fine, prima di ringraziarti di cuore per il tempo che ci hai dedicato ho un’ultima domanda: unicamente considerando la tua prestazione vocale, di quale disco da te realizzato sei più soddisfatto?

Come ho detto in precedenza, tutti i miei dischi mi hanno lasciato qualcosa di bello nell’animo. Cerco di dare sempre il meglio di me e, se mi sento soddisfatto delle mie prestazioni, allora lascio che i tecnici mixino l’album. Ah Ah Ah.
Ho composto diverse canzoni, su entrambi gli album di Rob Rock, che amo particolarmente cantare. Penso a “Streets Of Madness” e “Eagle” di Rage Of Creation, oppure a “Hour Of Dawn” e “Fields Of Fire” di Eyes Of Eternity: sono tutte canzoni che muovono dal mio profondo per giungere nel profondo dell’ascoltatore. E’ questo il mio obiettivo.


Grazie ancora per il tuo tempo e per tutti i dischi meravigliosi che ci hai regalato nel corso degli anni! Speriamo di vederci presto ad un concerto!

Voglio ringraziare tutti i miei sostenitori per il loro costante supporto e comunicare loro che sto lavorando al mio terzo album che, se tutto va bene, dovrebbe essere completato per la fine dell’anno. Quindi tenete bene a mente il mio web-site www.robrock.com per tutte le ultime notizie e curiosità.



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