Le collaborazioni più difficili quali sono state?
Credo che la collaborazione più difficile che ho dovuto affrontare è stata quella dei Warrior. Non è stato facile registrare degli album con tre persone estremamente diverse alle quali dovevo piacere. Dovevo accontentare me stesso e i due produttori Joe Floyd e Warren Croyle: cosa non facile dato che ero abituato a lavorare insieme ad un solo produttore. Personalmente ho una totale venerazione per “Intense Defense” dei Joshua, che ricordi hai di quel periodo? Era una band con una line up a dir poco formidabile!
Era un gruppo fenomenale e ci trovavamo molto bene. I miei ricordi purtroppo sono tutt’altro che piacevoli . E’ stato un vero peccato che dopo aver vissuto fianco a fianco per sei mesi in Germania a registrare e riregistrare l’album, tutti noi ci siamo stancati di quella situazione. Sembrava che non dovesse finir mai, inoltre avevamo già aspettato due anni prima di entrare nello studio di registrazione.
Tu e Roy Z. avete lavorato insieme già ai tempi dei Driver, e c’era anche il batterista Reynold “Butch” Carlson che ha suonato in studio sull’ultimo album; possiamo vedere la Rob Rock Band come una prosecuzione dei Driver? Coma mai ai tempi l’ep d’esordio non ebbe un seguito?
Voglio premettere una cosa: i Driver erano un gruppo che doveva trovare la propria affermazione negli Stati Uniti, però abbiamo avuto offerte solo dall’Europa e non volevamo allontanarci da casa. Dunque il nostro demo\ep non ha avuto alcun seguito, ciò nonostante abbiamo tantissime canzoni già scritte. Magari un giorno… chissà… ma per tornare alla domanda sì, possiamo considerarci come il prolungamento della passione dei Driver.
Hai mai pensato di cantare qualcosa lontano dal metal e dal rock in generale? Magari qualcosa di teatrale? La voce certo non ti manca…
Mi piace cantare molti stili diversi ma il Metal è l’unico genere al quale il mio cuore appartiene. A dire il vero non sono molto interessato alla lirica.
Ci sono dei dischi (famosi o non) che avresti voluto cantare tu? O magari fare un duetto con qualcuno?
Mi piacerebbe immensamente duettare con Ronnie James Dio: adoro e stimo molto la sua voce e la sua impostazione vocale. Ho partecipato come ospite al progetto Avantasia ma penso che sia giunto il momento di concentrarmi sui concerti del mio gruppo più che prender parte ad altri lavori che non siano miei.
Ritieni che il tuo modo di cantare sia cambiato rispetto ai tuoi esordi? Come vivi le registrazioni di un nuovo album? Ormai è una routine o sempre un’emozione diversa?
Credo di cantare con molta più disinvoltura e mi sento più confidente in studio e dal vivo dopo tanti anni di esperienza. Le canzoni mi trasmettono sempre fortissime emozioni per il semplice fatto che sono parte di me. La routine non esiste quando ti diverti.
Quali sono stati i tuoi primi passi? Immagino ci sia stato qualcuno che ti ha influenzato da giovane.
Ho cominciato come batterista con un piccolo complesso rock e allora mi occupavo solo dei cori. Facevamo cover degli Styx, Eagles, Kansas e Boston. Quando ho iniziato a cantare sul serio mi sono orientato verso Dio e i Black Sabbath ma anche i Judas Priest, così il mio stile è divenuto sempre più metal e i miei brani acquisivano originalità. Fortunatamente la mia famiglia ha sempre avuto passione per la musica, quindi in casa c’era sempre qualcuno che suonava mentre io crescevo. Ho ricevuto un aiuto enorme dai miei cari ed è forse per questo che la mia strada è sempre stata sostanzialmente in discesa.
Che differenze trovi nella scena rock attuale rispetto ai tuoi esordi? Sembra che stia tornando un po’ d’interesse per il Rock e per il Metal.
Abissali differenze!!!! Quando ho iniziato l’Heavy Metal degli anni ’80 era un fenomeno in netta ascesa e con crescenti consensi. Adesso è divenuto un genere di nicchia che sta lentamente cercando di alzare la testa per riconquistare prestigio. Spero che la scene in generale torni a brillare come un tempo.
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