ROB ROCK: Il Comandamento del Rock!


E' con grande soddisfazione e con un bel sospiro di sollievo che finalmente vi proponiamo l'intervista con una delle voci più belle degli ultimi 20 anni!
Dopo un lungo scambio di e-mail abbiamo confezionato questa intervista-fiume dove il singer americano ci racconta il suo glorioso passato, un felice presente ed i progetti per l'imminente futuro.

Signore e Signori, ecco a voi "The Voice of Melodic Metal"!

Di Metal Mauro



Purtroppo partiamo con le brutte notizie, recentemente i Primal Fear hanno annullato il loro tour europeo a cui avrebbe partecipato anche la tua band (il motivo più valido per andare a quel concerto ovviamente!) personalmente sono molto dispiaciuto, soprattutto per voi! Cosa puoi dirci a proposito? Avete comunque altri piani per venire in Europa?


I Primal Fear hanno deciso di prender parte al tour degli Iced Earth senza esitare, così noi non abbiamo avuto nessun’altra possibilità se non quella di farci da parte e lasciarli andare. Io non biasimo i Primal Fear per aver aspettato un tour di maggior prestigio, però sono amareggiato per non poter suonare per i nostri fans in quella occasione. Per fortuna non avevo ancora comprato i biglietti aerei per il gruppo. Comunque penso che tutto stia andando per il meglio: infatti avremmo dovuto essere in Spagna proprio nei giorni in cui sono scoppiate le bombe alla stazione di Madrid e, cosa più importante per me, sarei dovuto esser lontano da casa quando mio padre stava morendo, così…. Ero felicissimo di essere a casa a maggio in modo da poter star accanto a mio padre a alla mia famiglia. Credo che Dio abbia voluto che rimanessi a casa e ha fatto in modo che fosse possibile.


Passiamo ad argomenti ben più felici! Parliamo un po’ del nuovo (bellissimo) album “Eyes Of Eternity”, tutto il songwriting è opera tua e di Roy Z, come ti sei trovato a lavorare nuovamente con lui?

Roy Z ed io siamo ottimi amici da anni, quindi, ogni volta che lavoriamo insieme è davvero un piacere per me, non solo perché è un amico ma anche perché è un compositore eccelso. Ho scritto diverse canzoni con Roy fino dal 1989, anno in cui ci siamo incontrati per la prima volta nei Driver (band con la quale ho cominciato a lavorare dopo “Intense Defense” dei Joshua). Come musicisti abbiamo subito trovato un’ottima intesa e insieme lavoravamo così proficuamente che è sempre un’esperienza entusiasmante comporre e registrare nuovi pezzi con lui.


Ho trovato che il nuovo album ha un suono decisamente più pesante rispetto al debutto, è una mia impressione? Quali differenze trovi tra i due dischi?

Penso che abbia un suono più moderno e anche più cattivo, ma entrambi gli album, “Eyes Of Eternity” e “Rage Of Creation” sono speciali a loro modo. Con “Eyes Of Eternity” non ho dovuto preoccuparmi troppo delle prime impressioni dato che “Rage Of Creation” era andato molto bene. Voglio evolvermi album dopo album, trattenendo però quegli elementi che mi rendono l’uomo che sono.

Potresti presentarci i ragazzi che suonano con te dal vivo? Visto che si tratta di una line up differente da quella che ha registrato il disco.

I ragazzi della band sono: Rick Renstrom e Bob Rossi alle chitarre, Tracy Shell alla batteria e Stephen Elder al basso… hell yeah!!!!!!”.


Perché hai aspettato così tanti anni a mettere in piedi una tua band? Ora che hai realizzato il secondo album a tuo nome pensi che in futuro collaborerai ancora con altri artisti o ti concentrerai esclusivamente sulla tua band?

Spenderò ancora un po’ tempo per far conoscere il mio nome. Ci sono due o tre progetti, nei quali sono coinvolto in minima parte, che attualmente sono fermi, perciò ho intenzione di passare i prossimi mesi a lavorare al terzo capitolo della saga Rob Rock.


Cosa ne pensi di “System X” degli Impellitteri? A me piace, anche se “Eye Of The Hurricane” o “Screaming Symphony” erano un’altra cosa. Ma coma mai è finita la vostra collaborazione?

“System X” poteva essere più come “Stand In Line” data la prestazione vocale di Graham Bonnet, secondo la mia opinione.
Perché è finita la storia Impellitteri? Penso che Chris volesse qualcosa di nuovo per la sua band dato che io ero impegnato nella realizzazione del mio solo-album. Io volevo fare entrambe le cose ma, come si sa, è Chris che prende le decisioni per tutto il gruppo.


Nel corso della tua carriera hai lavorato con molti musicisti, di certo a Joshua Perahia, Dennis Cameron o Axel Rudi Pell non mancava il talento, con chi ti sei trovato meglio? Quali album ti hanno dato più soddisfazioni?

Ogni album ha segnato un momento speciale nella mia vita e mi ha lasciato un ricordo meraviglioso nel cuore. Comunque penso che sia “Code Of Life” dei Warrior l’album che preferisco, ma forse perché è molto recente ed è ancora vivo il ricordo nella mia mente.
Certamente sono orgogliosissimo dei miei due album solisti con Roy Z: è un chitarrista abile e personale se non il più personale tra tutti coloro con cui ho mai registrato.



Le collaborazioni più difficili quali sono state?

Credo che la collaborazione più difficile che ho dovuto affrontare è stata quella dei Warrior. Non è stato facile registrare degli album con tre persone estremamente diverse alle quali dovevo piacere. Dovevo accontentare me stesso e i due produttori Joe Floyd e Warren Croyle: cosa non facile dato che ero abituato a lavorare insieme ad un solo produttore.


Personalmente ho una totale venerazione per “Intense Defense” dei Joshua, che ricordi hai di quel periodo? Era una band con una line up a dir poco formidabile!

Era un gruppo fenomenale e ci trovavamo molto bene. I miei ricordi purtroppo sono tutt’altro che piacevoli . E’ stato un vero peccato che dopo aver vissuto fianco a fianco per sei mesi in Germania a registrare e riregistrare l’album, tutti noi ci siamo stancati di quella situazione. Sembrava che non dovesse finir mai, inoltre avevamo già aspettato due anni prima di entrare nello studio di registrazione.


Tu e Roy Z. avete lavorato insieme già ai tempi dei Driver, e c’era anche il batterista Reynold “Butch” Carlson che ha suonato in studio sull’ultimo album; possiamo vedere la Rob Rock Band come una prosecuzione dei Driver? Coma mai ai tempi l’ep d’esordio non ebbe un seguito?

Voglio premettere una cosa: i Driver erano un gruppo che doveva trovare la propria affermazione negli Stati Uniti, però abbiamo avuto offerte solo dall’Europa e non volevamo allontanarci da casa. Dunque il nostro demo\ep non ha avuto alcun seguito, ciò nonostante abbiamo tantissime canzoni già scritte. Magari un giorno… chissà… ma per tornare alla domanda sì, possiamo considerarci come il prolungamento della passione dei Driver.


Hai mai pensato di cantare qualcosa lontano dal metal e dal rock in generale? Magari qualcosa di teatrale? La voce certo non ti manca…

Mi piace cantare molti stili diversi ma il Metal è l’unico genere al quale il mio cuore appartiene. A dire il vero non sono molto interessato alla lirica.


Ci sono dei dischi (famosi o non) che avresti voluto cantare tu? O magari fare un duetto con qualcuno?

Mi piacerebbe immensamente duettare con Ronnie James Dio: adoro e stimo molto la sua voce e la sua impostazione vocale. Ho partecipato come ospite al progetto Avantasia ma penso che sia giunto il momento di concentrarmi sui concerti del mio gruppo più che prender parte ad altri lavori che non siano miei.


Ritieni che il tuo modo di cantare sia cambiato rispetto ai tuoi esordi? Come vivi le registrazioni di un nuovo album? Ormai è una routine o sempre un’emozione diversa?

Credo di cantare con molta più disinvoltura e mi sento più confidente in studio e dal vivo dopo tanti anni di esperienza. Le canzoni mi trasmettono sempre fortissime emozioni per il semplice fatto che sono parte di me. La routine non esiste quando ti diverti.


Quali sono stati i tuoi primi passi? Immagino ci sia stato qualcuno che ti ha influenzato da giovane.

Ho cominciato come batterista con un piccolo complesso rock e allora mi occupavo solo dei cori. Facevamo cover degli Styx, Eagles, Kansas e Boston. Quando ho iniziato a cantare sul serio mi sono orientato verso Dio e i Black Sabbath ma anche i Judas Priest, così il mio stile è divenuto sempre più metal e i miei brani acquisivano originalità. Fortunatamente la mia famiglia ha sempre avuto passione per la musica, quindi in casa c’era sempre qualcuno che suonava mentre io crescevo. Ho ricevuto un aiuto enorme dai miei cari ed è forse per questo che la mia strada è sempre stata sostanzialmente in discesa.


Che differenze trovi nella scena rock attuale rispetto ai tuoi esordi? Sembra che stia tornando un po’ d’interesse per il Rock e per il Metal.

Abissali differenze!!!! Quando ho iniziato l’Heavy Metal degli anni ’80 era un fenomeno in netta ascesa e con crescenti consensi. Adesso è divenuto un genere di nicchia che sta lentamente cercando di alzare la testa per riconquistare prestigio. Spero che la scene in generale torni a brillare come un tempo.

Da cosa trai ispirazione per i tuoi testi? Direi che solitamente sono positivi, ad esempio mi piacciono moltissimo “Open Your Eyes” da Code Of Life degli Warrior: [you’ve got to open your eyes and realize, you’ve got the power to change...] e “Kingdom Of Light”.

Per quanto riguarda i testi traggo ispirazione sopratutto dalle mie esperienze personali, dalla Bibbia e dagli avvenimenti quotidiani. Il mio sentimento di fede gioca un ruolo fondamentale nella composizione delle liriche: infatti preferisco scrivere testi che abbiano più di un significato così da poter risultare maggiormente incisive ed aperte a diverse chiavi di lettura. Ebbene sì, mi piace essere caricato e invigorito dalla musica e da testi, piuttosto che deprimermi e scoraggiarmi attraverso questi.


Com’è nata la collaborazione con gli Warrior?

Ho lavorato con Joe Floyd per quanto riguarda la realizzazione del mio album “Rage of Creation” e lui era rimasto positivamente colpito dai miei testi, dalle melodie e dalla mia voce: infatti mi ha chiesto se potevo aiutarlo con il prossimo lavoro dei Warrior una volta finito di registrare il mio disco. Ho sempre rispettato moltissimo i primi lavori dei Warriror, che ho avuto il piacere di ascoltare la prima volta quando me ne sono andato da Los Angeles, quindi ero davvero felice di collaborare con loro. Joe si occupò del suono del mio album e così capii che anche il lavoro con i Warrior sarebbe stato un ottimo prodotto. Giudicate voi se non lo è…!!!!!


Cosa ti ricordi del Bang Your Head 2003? Personalmente la tua performance mi ha entusiasmato!

Beh, grazie. Ricordo che è stato un bellissimo weekend dato che finalmente potevo vedere dal vivo tutti gruppi veramente bravi. Lo spettacolo che abbiamo offerto personalmente mi ha soddisfatto ma forse il tempo che ci hanno concesso era un po’ poco; comunque alla fine ero contento di aver suonato lì e di aver conosciuto alcune persone davvero simpatiche.


Siamo alla fine, prima di ringraziarti di cuore per il tempo che ci hai dedicato ho un’ultima domanda: unicamente considerando la tua prestazione vocale, di quale disco da te realizzato sei più soddisfatto?

Come ho detto in precedenza, tutti i miei dischi mi hanno lasciato qualcosa di bello nell’animo. Cerco di dare sempre il meglio di me e, se mi sento soddisfatto delle mie prestazioni, allora lascio che i tecnici mixino l’album. Ah Ah Ah.
Ho composto diverse canzoni, su entrambi gli album di Rob Rock, che amo particolarmente cantare. Penso a “Streets Of Madness” e “Eagle” di Rage Of Creation, oppure a “Hour Of Dawn” e “Fields Of Fire” di Eyes Of Eternity: sono tutte canzoni che muovono dal mio profondo per giungere nel profondo dell’ascoltatore. E’ questo il mio obiettivo.


Grazie ancora per il tuo tempo e per tutti i dischi meravigliosi che ci hai regalato nel corso degli anni! Speriamo di vederci presto ad un concerto!

Voglio ringraziare tutti i miei sostenitori per il loro costante supporto e comunicare loro che sto lavorando al mio terzo album che, se tutto va bene, dovrebbe essere completato per la fine dell’anno. Quindi tenete bene a mente il mio web-site www.robrock.com per tutte le ultime notizie e curiosità.






Date 17-04-2004
Section: Interviste
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